L’anti-corruzione al servizio del birbone!

Ore 19.00 RAI 1 Inizia “La ghigliottina”. Presenta Laura Boldr….no, ehm scusate Carlo Conti.

ARMANI

ACCIAIO

TRIGONOMETRIA

MOZART

TINTO BRASS

WONDERBRA

Dunque vediamo se fila:
Sempre di moda come Armani, inossidabile come l’Acciaio, sinonimo della figura trigonometrica di Tangente, tollerata perché “Così fan tutte” (Mozart), ma lo sosteneva pure Tinto Brass  e infine come il Wonderbra, nascosto ma utile sostegno. Alla politica.
Ma certo, come no! La corruzione!
Vecchia, cara amica di sempre. E’ da quando sei bambino che la senti pronunciare. Non c’è discorso politico che non la citi. Che sia al bar o in televisione, sotto l’ombrellone, o nelle sale d’aspetto, perché diciamoci la verità la corruzione è uno di quei simboli identitari, che ci fa sentire fratelli, più della bandiera. Uno di quei luoghi mentali che ci portiamo dietro per sempre, come gli anni 60. . .

Bustarella di luna. . .

bustarella color latte. . .

li nascosta tra le palle. . .

non vai mai dietro le sbarre. . .

e anche se la bustarella è piena . . .

la tua fedina è candida. . .

Secondo la classifica 2011 di Transparency international, l’Italia è al 69esimo posto per corruzione percepita.

Recentissimamente poi il monito dell’U.E., con una relazione che evidenzia come solo nel 2012 sono scattate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali in circa metà delle 20 Regioni italiane, sono stati sciolti 201 consigli municipali, di cui 28 dal 2010 per presunte infiltrazioni criminali e più di 30 deputati della precedente legislatura sono stati indagati per reati collegati a corruzione o finanziamento illecito ai partiti.

E’ per questo che ci urtano un po’ queste indebite interferenze negli affari nostri    …”fatt i cazz tuoie” !

Ma che sono queste classifiche ? A noi, poi che siamo affezionati  alla superclassifica show. . .maurizio seymandi. . .supertelegattoneeeee? Miaooooooo

E’ per questo che con sforzi sovrumani e indicibili pene, giungiamo di tanto in tanto a metterci mano.

Perché lo vogliono gli altri, si, perché a noi. . .ma che ce frega,  ma che ce ‘mporta. . .si l’oste ar vino, c’ha messo l’acqua. . .aho!

Riprendiamo il filo, senza  andare troppo lontano.
Era solo un anno e mezzo fa, il 28 novembre A.G. (che sta per Ante Grillo)  quando le larghe intese producevano questa memorabilia della legge 190.
Da La Repubblica era partita l’iniziativa. .con nobili intenzioni, tante firme. Pensa perfino Massimo Mauro!
E chi potrebbe astenersi allora se c’è Massimo Mauro!?
Poi finalmente il varo: 28 novembre scorso, L.190/2012,  in un Parlamento in cui sono presenti oltre 100 tra imputati e indagati per reati, nella maggiore parte dei casi, di corruttela. (E’ la stessa maggioranza non votata che ha modificato l’art. 81 Cost., introducendo la parità di bilancio, senza bisogno di referendum confermativo!).
Due chicche.

Falso in bilancio? Naaaa!

La nuova legge varata dalla “strana maggioranza” Pdl-Pd sotto l’esecutivo di Monti è la solita pappetta non solo inutile, ma peggiorativa.
Guarda caso non re-introduce il principale strumento di lotta alla corruzione: il Falso in Bilancio che non solo è un reato che dovrebbe tutelare la veridicità di un bilancio di una società – che è rilevante non solo per i soci, ma anche per i creditori e i debitori di quella società – ma è il reato “mezzo” o “spia” per rilevare la corruzione.
Infatti la corruzione si sostanzia in un accordo e il reato è una fattispecie plurisoggettiva, che punisce sia il corruttore che il corrotto e quindi nessuno ha interesse a denunciarlo. Di conseguenza si riesce a intercettarlo quasi sempre solo se si verifica l’esistenza di fondi neri, che vengono costituiti attraverso la falsificazione dei bilanci. Solo nel caso in cui sia penalmente rilevante, l’inquirente subentra, procede per atti istruttori (p.e. sequestro delle azioni, etc. etc), indaga sulla falsificazione del bilancio e accerta la prodromica costituzione di fondi neri, plausibilmente utilizzati per corrompere.
Una leggina, dunque. Ma per Andrea Orlando (responsabile giustizia del PD, poi ministro per l’ambiente con Letta e poi finalmente ministro Guardasigilli!) era solo un primo passo, visto l’impegno che la ministra P. Severino si era presa di mettere in agenda la reintroduzione del reato di falso in bilancio. Cioè non capisco. Tu fai una legge anti corruzione, nella quale dimezzi la concussione, eviti di reintrodurre il falso in bilancio e parli di primo passo?
Un bel “Benvenuto” per gli investimenti dall’estero a cui dite di tenere tanto!
La storia del falso in bilancio è uno spaccato eloquente di chi conta in questo Paese. Se il solito Berlusconi aveva infatti depenalizzato il falso in bilancio nel 2002 (L.61/2002), come mai dal 2006 al 2008 (interregno sinistrorso) nessuno si è preoccupato di ripristinarla? Non è che forse, dico forse, non se ne avvertisse l’urgenza, visto che una certa libertà di manovra, una certa tolleranza andava concessa agli amici imprenditori?
La depenalizzazione del reato di falso in bilancio, in realtà,  fu ispirata da una nutrita rappresentanza della classe imprenditoriale del paese, come risulta dall’accorato appello che seguì la condanna di Cesare Romiti condannato per falso in bilancio, frode fiscale, finanziamento illecito ai partiti.
In una lettera sottoscritta da questi signori, che blaterano ancora nelle televisioni, riscuotendo un certo credito da velina, vi si chiedeva di “. . .escludere dal perimetro delle responsabilità operative i fatti che abbiano una rilevanza marginale rispetto alle dimensioni dei conti delle imprese”. Cioè, se la manomissione di un bilancio riguarda qualche centinaia di migliaia di euro su un bilancio di qualche milione, non deve essere penalmente sanzionato. Una solidarietà che diventerà legge nel 2002. E nel 2003, infatti, la condanna a Romiti sarà revocata perché il fatto non costituisce più reato”. Firmatari della lettera:

ben quarantacinque esponenti dell’élite capitalistica italiana, tra i quali:

Piero Antinori, Antoine Bernheim, Enrico Bondi, Giancarlo Cerruti, Enrico Cuccia, Diego Della Valle, Ennio Doris, Giuseppe Gazzoni, Luigi Lucchini, Achille Maramotti, Alfio Marchini, Vittorio Merloni, Leonardo Mondadori, Letizia Moratti, Giannola Nonino, Umberto Nordio, Sergio Pininfarina, Andrea Riffeser Monti, Aldo Braghetti Peretti, Gianmario Rossignolo, Gianfranco Zoppas.
C’è qualcuno tanto per bene a cui affidare un piano di tagli inferti al Paese per caso? Eppure alcuni di questi continuano a presenziare la scena politica, da soli o all’ombra del nuovo che avanza!

Concussione che passione!

Qui la scelta è chiara. Perché tocca interessi molto specifici.
Si passa dalla vecchia fattispecie unitaria della concussione prevista nel c.p. (reato più grave tra quelli contro la P.A.) a uno spacchettamento inspiegabile (o spiegabilissimo, come vedremo), per cui si  introduce una distinzione fra una concussione per costrizione e una concussione per induzione considerata più blanda, laddove invece la richiesta subdola, indiretta, obliqua, è proprio quella più diffusa.
Da qui, l’abbassamento delle pene per questa seconda ipotesi (da 4-12 anni a 3-8 anni) che fa scattare la conseguente riduzione dei tempi di prescrizione. Et voilà!
Perché il dimezzamento della prescrizione fa “tana-libera-tutti!” per il brutto impiccio di Sesto. Versante PD!
La legge anti-corruzione, infatti incide eccome sui processi in corso, a favore degli «imputati eccellenti». Il governo e i partiti lo sapevano, ma sono andati avanti lo stesso, mescolando bugie e ipocrisie. Con i tempi di prescrizione dimezzati, la fanno franca gente come Penati, Vimercati (Coop). . .
Penati a un certo punto poi fa annunci pubblici in cui dichiara che non se ne sarebbe servito.
Poi, invece diserterà il dibattimento (ne più ne meno di Ruby!!!) e si porta a casa il proscioglimento per intervenuta prescrizione!
Inoltre il gup del Tribunale di Monza Giovanni Gerosa ha  dichiara estinto per prescrizione il reato di concussione che riguarda il presunto giro di tangenti relativo alle aree ex Falck e Marelli e cioè una delle vicende centrali dell’inchiesta dei pm Walter Mapelli e Franca Macchia. In questo modo sono usciti dal procedimento il vicepresidente del Consorzio Cooperative Costruttori Omer Degli Esposti, e Gianpaolo Salami e Francesco Aniello, altri due rappresentanti delle Coop, e si è alleggerita la posizione di Vimercati.

Ma quale casta!? E’ solo un invenzione di Grillo!!!!

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